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Interventi rapidi per le coste? Merito del Piano paesaggistico della Regione  

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Cinque ambiti operativi e la prima cartografia digitalizzata.

 

Effetti lampo: si possono definire così quelli prodotti ancor prima della sua approvazione dal Piano paesaggistico territoriale regionale dopo le violente mareggiate che hanno causato danni da 1 mln di euro alle coste del Salento. Valorizzazione e riqualificazione dei paesaggi costieri, Patto città – campagna, Sistema infrastrutturale per la mobilità dolce, Sistemi territoriali per la fruizione dei beni patrimoniali, Rete ecologica regionale sono questi i cinque progetti territoriali per il paesaggio previsti dal nuovo Piano paesaggistico elaborato per la prima volta in Puglia sulla nuova Carta Tecnica Regionale: cartografia in formato digitale, scala 1:5.000, integrata nel Sistema informativo territoriale (Sit) che consente di disporre di una serie di servizi per il governo del territorio rivolti a enti, singoli operatori e cittadini.

L’assessore all’Assetto del territorio, Angela Barbanente, ha presentato ieri il ‘Piano paesaggistico territoriale regionale’, adeguato al codice dei beni culturali e del paesaggio e coerente con la Convenzione europea del paesaggio, approvato in Giunta.

Le conoscenze sulla struttura idro-geo-morfologica sono state condivise con l’Autorità di Bacino della Puglia che ha elaborato la ‘Carta idrogeomorfologica’ e quelle relative alla struttura antropica e storico-culturale sono state approfondite con la direzione regionale dei beni e le attività culturali e i quattro atenei pubblici pugliesi che hanno contribuito alla elaborazione della ‘Carta dei beni Culturali’.

Il nuovo Piano costituirà quindi un grande passo avanti rispetto al Putt, perché finalmente restituirà coerenza, certezza e trasparenza al sistema delle tutele paesaggistiche nella regione. Nella formazione del piano sono stati anche coinvolti una cinquantina di enti, in protocolli d’intesa finalizzati alla elaborazione di Progetti integrati di paesaggio sperimentali, in coerenza con l’approccio adottato che non è solo vincolistico, ma che aspira a sollecitare, attraverso l’erogazione di appositi incentivi, premi e risorse, la comunità regionale a ripensare se stessa e ad ancorare l’innovazione socio-economica e culturale ai valori del proprio patrimonio paesaggistico.
 


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