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Isole Tremiti/ Non funziona la camera iperbarica esplode la protesta dei sub

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Polemiche dopo l’incidente mortale del quale è rimasta vittima una giovane donna emiliana.

 

Incredibile ma vero. Alle Isole Tremiti, patria dei sub di tutto il mondo grazie a dei fondali straordinari, riserva marina del Parco Nazionale del Gargano, non funziona la camera iperbarica. O meglio la struttura c’è, esiste, è lì sulle isole in un container adiacente ai locali che ospitano il Poliambulatorio di San Domino (una delle cinque isole dell’arcipelago diomedeo) addirittura dal 2002. Ma non ha mai funzionato in tutti questi anni. Tranne in casi sporadici. La tragica morte di lunedì scorso della sub emiliana – la 37enne Eugenia Cavicchi della provincia di Ravenna che ha avuto un malore durante una immersione in località Punta Secca a poca distanza dal molo di servizio di San Domino- ha fatto scoppiare il caso (anche se i due aspetti non sono legati, va specificato). Un caso che rasenta il grottesco. Sull’arcipelago diomedeo, un pugno di terre emerse allargo dell’azzurro Adriatico, anno di grazia 2010, in pieno terzo millennio, si scoprono situazioni così paradossali da risultare a volte incomprensibili. Lo sa il sindaco del Comune tremitese, Peppino Calabrese, che è costretto a rialzare di nuovo la voce, a pochi giorni dalle recenti manifestazioni di protesta per il “No” alle trivellazioni per la ricerca di petrolio. “Chiedo all’Asl competente (ndc Asl Fg distretto 53) la riattivazione immediata della camera iperbarica” ha tuonato il sindaco “e la presenza costante di un operatore specializzato”. Calabrese fa poi una premessa, doverosa secondo lui: “va sottolineato che la signora morta l’altro giorno ha avuto un malore e con la questione della camera iperbarica che non funziona, non c’entra nulla. Però, a parte questo, non va nascosto che purtroppo la situazione è quella che è. Certo non si può più continuare ad andare avanti così. Tutti sappiamo che è un problema di costi, la questione è risaputa, l’abbiamo già affrontata spesse volte con le autorità competenti: ma va però risolta una volta per tutte” s’infervora ancora Calabrese. Avere a disposizione una struttura capace di salvare la vita a tanta gente e non poter farla funzionare poiché manca l’operatore abilitato (così come previsto dalla legge) sa di beffa. “La questione è di certo abbastanza complessa, ma va affrontata e risolta” gli fa eco Arturo Santoro, oggi presidente dell’assise comunale tremitese, ma ieri, anni settanta, campione di sub famoso in tutto il mondo. E che su questo argomento parla quindi con cognizione di causa. “Io sono qui da 2005, ma non l’ho mai vista funzionare, tranne una volta” ricorda l’infermiera del presidio Valentina Sgircea, 30 anni, rumena, ma da anni a Foggia. “Bisogna chiedere bene all’Asl di San Severo le cose come stanno” è il parere della dottoressa del Poliambulatorio di San Domino, Clara Tata di Pescara.

Francesco Trotta
 


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