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Vico/ Il Sindacato plaude al Tar

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Sull’internalizzazione dei servizi sanitari: respinti i ricorsi delle coop. “Sono stati salvaguardati i diritti di migliaia di lavoratori, ora bisogna proseguire su questa strada”.

E’ una storia giunta all’epilogo quella della «Sanitaservice» e delle tante cooperative che si sarebbero sentite penalizzate dalla nascita, appunto, della Sanitaservice regionale. Il tribunale amministrativo pugliese ha infatti respinto i numerosi ricorsi presentati dalle varie cooperative: Logos, Cascina, Tre Fiammelle, La Lucente, La Rete, Nemesi, San Michele, Confocooperative, Gargano Servizi e Consorzio Opus. «Le coop – spiega – il coordinatore regionale sindacale Santino Mangia nel commentare con soddisfazione quanto detto dai giudici amministrativi – tentavano di rimettere in discussione la legittimità di tutto l’operato della giunta regionale, dall’Asl foggiana e soprattutto, della lotta dei tanti lavoratori che hanno posto fine al loro stato di decennale sudditanza e precarietà. Secondo il sindacalista le dieci sentenze del Tar sono «di un’importanza vitale per proseguire il percorso di internalizzazione nella nostra regione che confermano, chiaramente, come la gestione di questi servizi (dall’ausiliariato al portierato, dalle pulizie al 118) sono nella disponibilità dell’ente (ossia Regione e Asl) che può decidere il tipo di gestione». L’esponente sindacale ricorda che questo “modello” pugliese (unica in Italia) «ha fatto sì che i lavoratori abbiano potuto imporre ai diriigenti delle varie Als e alle istituzioni regionali un ripensamento rispetto al (sinora) pensiero comune che voleva fosse esternalizzata la gestione di questi servizi.
Si tratta di un percorso partito dalla Capitanata come «una sperimentazione nella Asl Foggia che si è, da subito, rivelata una ottima scelta sia in termini di risparmio reale per l’azienda sanitaria e la collettività che di miglioramenti contributivi, retributivi, di diritti e di dignità per i lavoratori. Una strada piena di ostacoli che, pero, grazie alla consapevolezza dei lavoratori e della loro forte reazione nei confronti di quanti volevano continuare a mantenere gli stessi privilegi, hanno continuato a credere e a lottare per impedire che qualcuno facesse tornare indietro l’orologio di una storia scritta dai lavoratori stessi».
In sintesi, per Santino Mangia «queste sentenze del Tar devono, adesso, servire da pungolo per tutte le altre aziende sanitarie pugliesi al fine di accelerare i tempi della piena operatività delle Società in house che hanno già costituito. I lavoratori non accetteranno ulteriori ritardi che, spesso, sono dovuti solo alla scarsa sensibilità di dirigenti aziendali, alcuni dei quali hanno apertamente manifestato scetticismo e a volte contrarietà al progetto Sanitaservice».
La Regione ha emanato leggi e direttive – sostiene il sindacalista – che devono essere concretizzate dai direttori generali. Tocca a loro non disattendere le aspettative di migliaia di lavoratori, iniziando con l’internalizzazione dei lavoratori del «118» così come è previsto dalla legge “omnibus” del febbraio scorso. Fino a quando non si porrà fine a questo annoso problema – garantisce Santino Mangia – sindacato e lavoratori continueranno ad essere vigili e a pressare le Direzioni generali sino alla firma dei contratti di stabilizzazione.

Franco Mastropaolo


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