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Nuovo gruppo alla Regione Puglia. Primi guai per Nichi

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La lista c’è già, ma «Moderati e Popolari» sarà un partito vero e proprio. Prima ancora di celebrare il suo insediamento, cambia volto il consiglio regionale della nuova legislatura Vendola e lo scombussolamento non è da poco. Giacomo Olivieri, Nicola Canonico e Antonio Buccoliero danno l’annuncio-choc in una conferenza stampa strategicamente convocata poche ore prima:

addio ai rispettivi partiti di provenienza, due del centrosinistra (Idv e Pd) e uno del centrodestra (i Pugliesi per Palese) e via ad una nuova creatura, un «quarto polo» che si colloca al centro e che non intende fare sconti a nessuno, tantomeno alla nuova giunta Vendola. L’iniziativa nasce per volontà di Olivieri, il più suffragato dei candidati dipietristi in Italia, dopo aver «rotto» con il partito a causa dei dissensi con il segretario regionale Pierfelice Zazzera.

Il quale, in tutta, risposta, appresa la notizia, manda una nota congiunta con il leader del partito Antonio Di Pietro per congedarlo: «Prendiamo atto della scelta .Gli auguriamo buona fortuna. Dissentiamo ovviamente dalle sue decisioni, di cui si assume ogni responsabilità davanti agli elettori e al partito».

Olivieri è duro: salva il rapporto con Di Pietro ma mette nero su bianco le sue accuse nei confronti di Zazzera: «il segretario regionale vuole un partito al 2%, più che la presenza di altri che mettano in discussione la sua leadership». Non solo, «sono stato oggetto per settimane di un forsennato attacco sia sulla sua pagina di Facebook che in tutti gli incontri formali e informali del partito».

Olivieri, forte dei suoi 14.700 voti ambiva ad un posto in giunta, assegnato da Vendola al pm Lorenzo Nicastro risultato eletto proprio grazie al fiume di voti presi a Bari dal capogruppo uscente. A far saltare il tappo, poi, sarebbero state le difficoltà degli ultimi giorni poste a Olivieri per il ruolo di capogruppo, seppur esplicitamente indicato dal leader Idv.

È un fiume in piena anche Canonico, in rotta con il suo Pd: «è un partito in lite perenne ed è un partito telegestito da Roma. Pensavo che il segretario regionale Sergio Blasi fosse corretto, ma è bastata una telefonata da Roma per far cambiare linea in serata a quello che unanimemente si era deciso la mattina sulla presidenza del consiglio regionale». Anche lui, il più suffragato dei candidati consiglieri in Puglia (16.700 voti) si è visto «impallinare» dai colleghi di partito quando è stato sollevato il polverone sugli imprenditori scesi in politica.

«L’unico a cui continuo a riservare la mia stima è Michele Emiliano», precisa, sottolineando che non vi è la lunga mano del presidente Pd dietro l’operazione «Moderati» messa in piedi. Quanto a Vendola, «fa solo demagogia sui costi della politica, perché sa bene che la riduzione dei consiglieri da 70 a 50 non avverrà prima della prossima legislatura mentre non spende una parola – dice Canonico – sui 7-8 costosissimi assessori esterni della sua giunta». Le donne? «Rivendica la parità di genere nel governo, ma poi non la applica nelle nomine di sottogoverno».

Infine Buccoliero, secondo il quale la nuova lista è l’approdo naturale in Salento della sua «Alleanza Puglia», la creatura messa in piedi nell’alveo del centrodestra che poi lo ha visto candidare «da esterno» nella lista del presidente Palese. «Siamo un partito di centro, fortemente radicato sul territorio, e intendiamo intercettare tutte le richieste e le adesioni che arrivano dalla base rifiutando i condizionamenti etero-diretti – spiega – che arrivano da Roma. Rimedieremo al deficit di democrazia che c’è nei partiti pugliesi e nel governo Vendola, ormai declinato all’assolutismo come dimostra il controllo che esercita sul Pd. Entro l’anno prossimo saremo in grado di esprimere i nostri candidati sindaci».

Le prime adesioni sono arrivate: Michele D’Atri, primo cittadino di Grumo.

Bepi Martellotta


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