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Perché litigare? C’è la mediazione (1)

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Rivoluzione nella giustizia civile. Ma ai legali non piace. In Italia sono 5 milioni e 425mila le cause pendenti.

 

Da oggi si concilia «per forza»: entra infatti in vigore l’obbligatorietà della domanda di mediazione. Chiunque vorrà promuovere una causa in materia di diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, dei contratti assicurativi, bancari e finanziari, dovrà necessariamente tentare la via della conciliazione rivolgendosi ad un organismo di mediazione accreditato dal ministero della Giustizia. E mentre gli ordini forensi sono in subbuglio contestando apertamente il nuovo istituto della mediazione, c’è chi ne parla come di una grande occasione. «Il mercato della conciliazione rappresenta una grande opportunità per tutti, soprattutto per i giovani». Non ha dubbi l’avvocato Francesco Borgia socio fondatore di Concormedia, organismo privato di conciliazione accreditato dal ministero della
Giustizia per la gestione dei procedimenti di mediazione in materia civile e commerciale.
«Le giovani generazioni hanno tutto da guadagnare da questa professione. Basti pensare, ad esempio, a chi non può permettersi uno studio, o a chi non ha una clientela già consolidata. Con 4-5 mediazioni ai mese si può arrivare a guadagnare molto e non è difficile superare questa media»..
I numeri, d’altra parte, parlano da soli e la «rivoluzione» della mediazione viene introdotta dal legislatore proprio per decongestionare i Tribunali civili dalla pressione dei procedimenti pendenti che in tutta Italia 5 milioni e 425 mila. Ci vogliono 3.324 giorni per arrivare a una dichiarazione di fallimento, 1.200 per un recupero crediti, 1.039 per una causa di lavoro privato, 740 per una causa di separazione giudiziale, 113 per una consensuale. Famoso il caso di una divisione dei beni tra due (ex) coniugi pugliesi che dura da ormai 16 anni. Solo a Roma – ricorda Francesco Borgia – ci sono oltre 7Omila vertenze. Un mercato cospicuo che non aspetta altro di essere “risolto” dai nuovi mediatori. La legge, inoltre, offre la possibilità di iscriversi fino a 5 camere presenti anche in diverse regioni». Un’occasione che ha spinto molti professionisti ad iscriversi ai corsi di preparazione. «Tuttavia -osserva l’avvocato Borgia- c’è ancora molta gente che non conosce la figura del mediatore che ha il ruolo di facilitatore e non appunto di giudice o arbitro. La mediazione deve concludersi entro quattro mesi e solitamente si risolve in un’unica giornata. Ha costi contenuti e garantisce la riservatezza su tutte le informazioni rese nel corso del procedimento. La mediazione è sempre possibile interromperla unilateralmente anche in assenza di un accordo. L’eventuale accordo raggiunto, invece, viene ratificato con un verbale che ha la natura e gli effetti di un contratto vincolante tra le parti e, se omologato, costituisce titolo esecutivo». 


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