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Vieste – TARSU, RICORSI, SENTENZE (2)

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Per la vicenda dei ricorsi per la Tarsu cominciano a mettersi in moto alcuni meccanismi che potrebbero cominciare a chiarirne tutti gli aspetti. Sul piano formale, dopo che nell’ultimo Consiglio comunale il capogruppo di "Vieste Ripartiamo", l’ex sindaco e parlamentare Domenico Spina Diana, ne aveva ampiamente parlato, a livello di Comune, visto che nulla risultava di quanto riportato, ci si è dati da fare per ricostruire il tutto.
Il primo passo è stato di verificare presso la Commissione Tributaria provinciale di Foggia se negli ultimi mesi fossero stati presi in esame ricorsi per questioni attinenti rimborsi per la Tarsu.

Per facilitare tale verifica, restringendo la ricerca, ci si è riferiti a quei soggetti (nello specifico aziende turistiche) che, come prescritto dalla procedura, avevano tempo prima presentato istanza di rimborso Tarsu al Comune, istanza peraltro rigettata. Sulla base di tale elenco si è potuto verificare che a Foggia, lo scorso anno, si erano discussi per Vieste per quella specifica materia, 22 ricorsi. Di tutti questi ben 20 avevano ottenuto a settembre 2010 una prima sentenza, decisione per cui la controparte (il Comune di Vieste) avrebbe potuto proporre appello entro sei mesi, ovvero entro marzo 2011. L’appello non è stato proposto e quelle 20 sentenze sono così divenute definitive. Per le altre due si è invece verificato che c’erano ancora i termini per fare appello, iniziativa cui il Comune si è prontamente attivato.
Il secondo passaggio è stato quantificare l’ammontare dei rimborsi a carico del Comune che quelle sentenze passate in giudicato avrebbero determinato. La cifra ammonta a circa un milione e 250 mila euro che, riferendosi agli anni dal 2005 al 2009, con interessi e rivalutazione, arriva ad un totale di circa un milione e mezzo di euro.
Il terzo passaggio, più delicato, è stato prendere visione, nell’ambito della documentazione di ogni ricorso, della notifica per avvenuta ricezione da parte del Comune di Vieste. Si è così potuto constatare che per ogni fascicolo c’è un timbro con la dicitura "Comune di Vieste – Ricevuta", la data (non scritta a mano) ed il tracciato manuale di una sigla del soggetto ricevente. Di questa avvenuta ricezione dell’istanza di ricorso si è poi verificato non esserci alcuna traccia nell’ambito del registro del protocollo del competente ufficio. Di qui si possono trarre alcune domande. Per chiarire questo aspetto interno all’organizzazione del Comune, il sindaco Nobile ha fatto espletare un’indagine tesa a verificare se qualcuno degli addetti alla ricezione di tale tipo di atti, per l’Ufficio di protocollo e per quello di segreteria, riconoscesse come propria la sigla in calce a quelle notifiche. Nessuno di quei dipendenti del Comune ha riconosciuto come propria qualcuna di quelle sigle.
A questo punto il sindaco Ersilia Nobile, presa visione della relazione predisposta dall’ufficio legale in merito alla documentazione acquisita dalla Commissione tributaria di Foggia e valutata la relazione della dirigente di settore per gli Uffici interessati, decideva di fare un esposto denuncia su tutta la vicenda presso i Carabinieri di Vieste.
Così lunedì scorso 4 luglio il sindaco Ersilia Nobile si è recata presso la locale Tenenza dei Carabinieri per la formalizzazione di una denuncia in cui si mettevano in luce tutti i passaggi della vicenda per cui il Comune si è venuto a trovare in questa grave situazione.
Fissati questi paletti, a tutti viene spontaneo porsi delle domande.
Se quei ricorsi, in base alla documentazione di Foggia, risultano arrivati in Comune, che fine hanno fatto? Si sono persi? Qualcuno li ha trafugati?
Fra i 20 vincitori dei ricorsi ci sono anche degli amministratori, attuali e/o della Giunta del primo mandato di Ersilia Nobile. Perché questi amministratori non hanno informato il sindaco ed i colleghi di Giunta dell’esito dei ricorsi, visto il grave esborso che si andava a definire a carico del Comune?
Ora che si è ufficializzata l’esistenza di queste sentenze e del relativo onere per i rimborsi ci si chiede se il bilancio di previsione che discuterà la prossima settimana non ne debba tener conto. Non solo. Siccome in quelle sentenze è stata accolta la tesi che l’entità della Tarsu per le civili abitazioni deve essere equivalente a quella delle unità abitative delle strutture turistiche, c’è da valutare la questione di una possibile ridefinizione della suddivisione in classi della Tarsu. Da ciò ne conseguirebbe un minor gettito Tarsu non più sufficiente alla copertura dei costi del servizio, per cui sarebbe necessaria la fissazione di nuove tariffe. A tutto ciò c’è poi da aggiungere il preannunciato aumento generale della Tarsu, per circa il 40%, per coprire i maggiori costi derivanti dal conferimento in discarica a Cerignola.
Con il prossimo Consiglio comunale queste domande troveranno risposta?   


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