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Regione Puglia/ Ecco bozza di Introna su tagli a vitalizi e tfr

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Il presidente Onofrio Introna ha consegnato a tutti i presidenti dei gruppi consiliari pugliesi la bozza di proposta di legge dell’Ufficio di Presidenza di revisione del trattamento economico previdenziale dei consiglieri regionali. Tra le altre misure di contenimento della spesa e di allineamento al trattamento dei lavoratori dipendenti, l’ipotesi prevede l’innalzamento al 65esimo anno d’età per l’erogazione del vitalizio. È prevista peraltro l’abolizione dell’attuale vitalizio, calcolato secondo il sistema retributivo, e viene introdotto il passaggio al sistema contributivo, recependo quanto indicato nel decreto legge 138/2011( titolo IV, art. 14 lettera F) convertito in legge 148/2011, con misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo. Viene modificato, inoltre, l’istituto dell’assegno di fine mandato, riducendolo ad una mensilità per anno di consiliatura, fino ad un massimo di 20 anni. La conferenza dei capigruppo tornerà a riunirsi martedì prossimo per condividere il testo definitivo ed avviare l’iniziativa legislativa all’esame della commissione consiliare competente.

Ma la giornata politica pugliese registra ancora tensione sul tema dei dipendenti regionali retrocessi.
«Mentre Vendola vola in Cina, giunge l’ennesimo sos da parte dei dipendenti della Regione Puglia interessati dalle procedure di retrocessione e con il rischio, sempre più reale, che l’intera macchina amministrativa salti per aria», commenta il vicecapogruppo del Pdl Massimo Cassano. «Infatti gran parte di questi addetti – continua – hanno acquisito professionalità nei singoli settori e molti di loro svolgono ruoli apicali nella gerarchia interna alla pubblica amministrazione. Ora è il coordinamento degli stessi dipendenti che chiede all’amministrazione regionale, nell’interesse comune, di valutare la sospensione dei procedimenti in corso, nelle more dell’approvazione della Legge di Stabilità. Una richiesta che non si può non condividere a tutela delle posizioni professionali acquisite, ma anche per salvaguardare la stessa attività di un Ente che sta pagando a caro prezzo l’assenza totale e colpevole di una qualsivoglia azione politica da parte della maggioranza di centrosinistra».

«Ora – conclude Cassano – è più che mai necessario riaprire il confronto interno tra forze politiche e lo stesso personale direttamente coinvolto in questa retrocessione, coinvolgendo quei sindacati finora “sgraditi” al manovratore e che invece hanno ampissime rappresentanze tra il personale stesso». Il governo regionale viene poi criticato sui ritardi del Piano di rientro sanitario e sule stabilizzazioni».

«È scandaloso che ad anno ormai concluso le Asl non abbiano ancora provveduto ad adottare tutti i provvedimenti necessari per chiudere gli ospedali, i reparti e i posti letto come previsto dal Piano di rientro per il 2011, né tanto meno potranno essere in grado di anticipare le chiusure dei reparti previste per l’anno prossimo visti i ritardi ingentissimi e inspiegabili maturati finora: questo comporterà conseguenze gravissime sulla stabilità dei conti e la contestazione da parte del Governo nazionale per il mancato risparmio sulla spesa». È quanto dichiara il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco. «Aldilà delle responsabilità di impulso e indirizzo della giunta – spiega Greco – assistiamo alla colpevole inerzia delle Aziende sanitarie che stentano a dare attuazione concreta alle disposizioni previste dal Piano, né le opposizioni delle comunità locali possono essere un alibi sufficiente a fermare le chiusure: di questo dovrebbero occuparsi il presidente Vendola e la giunta, così come fu l’allora presidente Fitto a spiegare piazza dopo piazza la logica del suo Piano di riordino».


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