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Gino Lisa: Minervini a ruota libera

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"Attenti a caricare di troppo significato il Gino Lisa, perchè pensare che possa da solo cambiare il destino di un territorio è errore fatale’.  Guglielmo Minervini non fugge da Foggia, torna a dialogare sullo Gino Lisa. Va a ruota libera. Innanzitutto bacchetta un territorio che – spiega – ha fatto del campanilismo la sua bandiera, quando – specifica – "non c’è nessuna tirannide barese perchè la Regione spende ogni anno 2 milioni e mezzo di euro per tenere in vita il Gino Lisa, mentre la Provincia ed i Comuni "hanno tenuto un atteggiamento parassitario". L’assessore ne ha anche per i politici dauni, in prima fila nel corteo, ma "che sarebbe bene si assumessero le proprie responsabilità su quanto fatto e su quanto non fatto". Va poi al dunque, ricordando che lo start up alla Darwin è stato finanziato con fondi Cipe, non con fondi propri della Regione, che non c’erano all’epoca e non ci sono ora. Lamenta i tagli "spietati" del governo nazionale: 120 milioni in meno per i collegamenti ferroviari. "Con le attuali disponibilità – denuncia – dovremmo fermare tutti i treni a partire dal primo gennaio prossimo". Ribatte ai contributi che verrebbero riservati agli altri aeroporti, ricordando che i voli dal Gino Lisa sono costati cento euro a passeggero, e che quei passeggeri non sono studenti e impiegati, ma imprenditori e professionisti. Non mette in dubbio che bisogna investire sul Gino Lisa, ma gela l’uditorio: non è certo che ci siano i fondi per l’allungamento della pista perchè i14 milioni di euro, dei fondi Fas, sbloccati a luglio dal Governo Berlusconi, non sono ancora nella disponibilità nè della Regione, nè del Comune di Foggia. Un intervento – spiega Minervini – solo parziale e per niente risolutivo, perchè il Gino Lisa avrebbe bisogno di 100 milioni di euro per essere adeguato alla perfezione. Sull’attuale pista, ora come ora, potrebbe operare Air Vallè. Ma l’idea non sembra convincere l’assessore: la bozza di contratto è atipica. La compagnia chiede un contributo forfettario molto inferiore a Darwin, ma non contiene un piano industriale e si riserva un preavviso di appena 15 giorni per recedere dal contratto qualora il mercato non soddisfi le loro aspettative. Dulcis in fundo il costo del biglietto: non meno di 169 euro a tratta. Un costo superiore a quello praticato da Darwin nell’ultimo mese, e che gli utenti foggiani hanno già bocciato. L’operazione verità di Minervini finisce qui. L’assessore non ha convinto tutti, a cominciare dal sindaco, ma chiude con un consiglio: "Attenti a caricare di troppo significato il Gino Lisa, perchè pensare che possa da solo cambiare il destino di un territorio è errore fatale’.


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