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Vieste/ rapina in gioielleria l’indagato tace col gip

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E il Tribunale della Libertà dice no alla scarcerazione del presunto complice.

 

 Si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato, Mario Raduano il diciannovenne viestano arrestato tre giorni fa dagli agenti del commissariato di Polizia di Manfredonia perchè sospettato di essere uno dei responsabili di una rapina in gioielleria compiuta nel marzo scorso a Porto San Giorgio. Il giovane garganico, difeso dall’avvocato Salvatore Vescera è stato interrogato in carcere a Foggia dal gip del tribunale dauno su rogatoria del collega di Fermo che ha spiccato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del presunto rapinatore. Contro Raduano – per quanto riferito dagli investigatori – ci sono le impronte digitali rinvenute nella gioielleria. Intanto il Tribunale della libertà di Ancona ha rigettato il ricorso difensivo teso alla scarcerazione del presunto complice di Raduano, il ventitreenne Marco Mastromatteo (difeso sempre dall’avv. Vescera), anche lui nato e residente a Vieste, già arrestato lo scorso 14 novembre sempre su ordinanza di custodia cautelare del gip di Fermo (gli fu notificata in carcere a Bologna dov’era detenuto per altra causa). Tre persone a volto scoperto ed armate di pistola fecero irruzione nella gioielleria del centro marchigiano, minacciarono il titolare costringendolo ad aprire la cassaforte: rapinarono contanti e gioielli per un valore di 400mila euro. Secondo l’accusa Mastromatteo sarebbe il rapinatore che impugnava la pistola; nell’inchiesta coinvolto anche un minore sempre di Vieste.


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