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Seconda Categoria/ Peschici, scampato pericolo adesso si lavora per il futuro

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L’appello: “abbiamo bisogno di aiuto”. Il direttivo del club al lavoro per risolvere i problemi legati all’iscrizione al campionato.

 

 Scampato il pericolo di perdere la categoria regionale (la «Seconda») dopo un solo anno di permanenza il Peschici vuole organizzarsi subito per la prossima stagione. Il direttivo della società, con il presidente Lino marino, il ds Mauro La Torre e i dirigenti Luigi Antonio Mastromatteo, Gaetano Vecera, Elia Ranieri, Mario Costante, Rocco Mastromatteo e Vincenzo Camasso, cercheranno di risolvere per tempo i problemi e cercare di presentarsi, all’inizio della prossima stagione sportiva con un direttivo più allargato, un budget ed un gruppo di collaboratori che porti a programmare, nel migliore dei modi, la prossima stagione. «Abbiamo bisogno di aiuto, sia in termini di risorse, umane che economiche – sono le parole del presidente Marino -. Dobbiamo ripartire e farlo bene, con una programmazione mirata ed un progetto affidabile con tutta la società, seppur tra mille difficoltà Quest’anno questo gruppo e questi ragazzi – continua Marino – hanno portato a termine tutti gli impegni, facendo tantissimi sacrifici. Non lasciamo debiti, ma abbiamo bisogno di forze nuove e di poter contare su un budget con il quale riuscire ad impostare al meglio la prossima stagione. Quest’ anno abbiamo dovuto vivere alla giornata e questo ha avuto il suo peso sul risultato sportivo che ci ha visto salvare attraverso i playout. Il calcio ha una valenza sociale e civica nel nostro territorio e farlo vivere è un impegno della collettività». Un campionato gestito con grinta e determinazione. Convinto della bontà della sua opera, e soprattutto delle potenzialità della squadra: se il Peschici ha conquistato una prestigiosa salvezza al suo primo anno di seconda categoria, grandi meriti vanno attribuiti al presidente Lino Marino, che ha riportato il calcio regionali da queste parti e che non nasconde la sua felicità per l’obiettivo raggiunto: «La salvezza è opera di questi ragazzi, che si sono sempre impegnati e che, nonostante la loro giovane età, hanno dimostrato di essere "uomini", non mollando nei momenti più difficili – dice il patron -. La nostra non è stata un’impresa. Chi la definisce in questo termini; capisce poco di calcio. E’ stata solo la vittoria dell’impegno, e del sudore. I ragazzi hanno recepito il mio messaggio iniziale: non dobbiamo essere "professionisti", ma "professionali". L’obiettivo è stato centrato in pieno». Una squadra fatta da soli locali. «Abbiamo dimostrato di poter fare calcio senza i soliti nomi, magari anche strapagati. Si è avuto il coraggio di puntare su ragazzi super motivati, qualcuno di categoria di poco inferiore a questa, o tralasciati da società di categoria superiore. La nostra idea – dice il ds Mauro Latorre – è stata ripagata dai fatti». Sguardo inevitabilmente rivolto al prossimo futuro: «Questo gruppo, già competitivo, non necessiterebbe di alcun scossone, ma solo di qualche giusto innesto».

Antonio Villani


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