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Due peschiciani nella lista dei 13 chef emergenti della ´nouvelle vague´ pugliese

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Nel giorno in cui il Consiglio regionale della Puglia ha approvato all’unanimità il disegno di legge ‘Norme per la conoscenza, la valorizzazione e recupero dei trabucchi’ – che ha lo scopo di tutelare un manufatto storico caratterizzante il paesaggio costiero del basso Adriatico nonché elemento del patrimonio identitario della Regione Puglia – un’altra buona notizia, che giunge dalla redazione online del Corriere della Sera, aumenta il prestigio di uno dei più famosi trabucchi garganici. Lo chef Domenico Ottaviano – che dirige la cucina di ‘Al Trabucco da Mimì’ di Peschici – è nella autorevole lista dei 13 chef emergenti della ‘nouvelle vague’ pugliese stilata dalla rubrica La Cucina del Corriere.it. Nella hit parade gastronomica ci sono giovani chef che, partendo dai piatti della tradizione, hanno intrapreso un nuovo corso. Sperimentazione applicata a un repertorio di prodotti tradizionali dimenticati: materia antica insomma, e tecnica moderna. Ed è così che la cucina pugliese è diventata vivace cucina d’autore.
Una brigata di talenti under 40 e tra questi il giovane chef dello storico trabucco, di proprietà della famiglia Ottaviano da ben cinque generazioni, oggi punto di ritrovo degli amanti del mare ‘made in Gargano’ e non solo. Domenico Ottaviano, ventiquattro anni, laurea in Scienze gastronomiche, ha da poco conquistato il Premio Web Chef 2014: un riconoscimento speciale all’organizzazione ristorativa che nell’ultimo anno è stata capace di comunicare la propria identità attraverso internet. E così il diario online de Il Trabucco ha superato i confini pugliesi affacciandosi su scenari internazionali. Il risultato? Circa 6mila mi piace su Facebook, centinaia di followers su Twitter e migliaia su Instagram.
Il trabucco della baia di San Nicola ha anche ottenuto lo scorso anno un lodevole apprezzamento dalla Regione Puglia che lo ha ‘premiato’ con la campagna di promozione #weareinpuglia 2014: gli scogli rocciosi peschiciani hanno fatto il giro d’Europa, da Londra a Dublino, poi Budapest e Parigi.
E nell’oasi dove il gusto si sposa con l’atmosfera e la brezza marina, grazie a Domenico la tradizione si incontra con l’innovazione: nella cucina del Trabucco – dove il giovane chef è entrato grazie a nonna Lucia, il suo modello di riferimento, che gli ha insegnato i trucchi del mestiere ma soprattutto la passione con cui muoversi tra i fornelli e dar vita a piatti audaci – si vivono esperienze enogastronomiche, uniche e irripetibili altrove, con materie prime di grande qualità. L’idea di Domenico è rock’s food, letteralmente cibo da scoglio, una sorta di street food in salsa garganica. Tra le specialità, la frisella con sarde calde e croccanti del trabucco, crema di rapa rossa e capperi da gustare rigorosamente nel suggestivo open space a strapiombo sul mare.
Nella lista dei 13 chef emergenti della «nouvelle vague» pugliese anche un altro peschiciano, Domenico Cilenti. Nella culla del Gargano, dopo varie esperienze in Europa,  Cilenti ha aperto Porta di Basso – è noto l’affaccio mozzafiato sul mare del Gargano – già dopo un anno era anche nella guida Michelin. Poi è arrivato il riconoscimento come migliore giovane chef della Puglia; in seguito come migliore chef del Mezzogiorno.
Link per scoprire i 13 chef emergenti della «nouvelle vague» pugliese:
http://cucina.corriere.it/foto-gallery/15_gennaio_05/tra-stellati-chef-emergentila-nuova-cucina-pugliese_d1267e5c-94f8-11e4-b882-edd16a1de18c.shtml#


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