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METTI UNA SERA LA STANZA DA LETTO SU INTERNET E “FACCELA VEDERE”IN SALSA VIESTANA!

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Quello smodato refrain che alle feste di matrimoni un po’ cafone si intona "Oh lè, lè, Oh là là, faccela vedere, faccela sognare!" sognando la mezzanotte, su internet "passa alle vie di fatto" in salsa viestana con la partecipazione straordinaria dei vicini della porta accanto. Vi raccontiamo le 50 sfumature di grigio ritratte di fronte al Faro.

Fino a ieri i viestani, o meglio, una certa categoria di viestani, riteneva solo facebook la sua “arma di distrazione di massa”. Twitter non lo usa ancora, un po’ perchè ne abusa Matteo Renzi, ma soprattutto perché 140 caratteri sono microbi, rispetto alla montagna di corbellerie in fila per la pubblicità più scriteriata della sedicente “privacy”: quella che dall’altro lato suggerisce i doppi vetri, le porte blindate e gli allarmi con sirene antibombardamento pur di evitare intrusioni nel proprio focolare domestico.
Vallo a capire, perchè blindati in casa, e in vetrina fino ai collant calzedonia su facebook credendosi Julia Roberts! Già fino ai collant, quelli tirati su per sedurre l’immaginazione, ma che non fanno vedere ancora! Ed ecco perchè dalle parole si va ai fatti: con una voglia di "mettersi in vetrina", di inaugurare il salto generazionale dell’esibizione erotica, fino a qualche tempo sospinta solo ai dvd…, di credersi Pamela Anderson e Rocco Siffredi, spinta fino a varcare l’ultima soglia: quella della stanza da letto di casa, dell’alcova, dell’amplesso, dei giochi erotici in exhibition di quelli lì, quelli che abitano in via, al terzo piano del palazzo, qui proprio dietro l’angolo…
Ed ecco che le performance a ripresa di telefonino o di tablet si offrono adesso alle fauci fameliche del guardonismo dei "cercasi Susan disperatamente" annidati davanti  a computer e tablet hacca24, senza amici in carne ed ossa fuori dall’uscio e con 723 like e 1254 amicizie sul social.
E così in quel di Vieste, dopo un inverno vissuto pericolosamente tra le preoccupazioni per la rata dei mutui e la noia di doversi accontentare delle sole emozioni del presepe vivente, da qualche giorno circola più veloce della luce, da link a link, da whatsapp a whatsapp, da instagram a instagram, uno o più saggi de le "sorprendenti" performances, in salsa "50 sfumature di grigio" di viestani "felicemente" sposati.
Forse una o due, o dieci o cento coppie tutte made in Vieste, a rischio di incrocio sop u balatur, tentatrici di mariti e moglie apparentemente, ma solo apparentemente fedeli, che evidentemente sature di un menage sessuale noioso e ripetitivo ridottosi a una pratica eccitante tipo "fare all’uncinetto" hanno voluto conoscere nuovi orizzonti  da offrire a una platea sconfinata di dilettanti allo sbaraglio, di apprendisti stregoni, di guardoni in salsa Uomini e Donne di Maria De Filippi.
Senza queste fantasie si dice che si corre il rischio che non ti si fila più neanche tuo marito o tua moglie. E chissenefrega se questa manìa esibizionistica sfascia famiglie, arrischia i figli a scuola, fermenta l’ambiente di lavoro, inibisce a casa dei suoceri o nei rapporti con parenti e affini.
La trovata ha risvegliato tutta l’ipocrisia del perbenismo di facciata da strapaese, che sbuca dalla coltre di cenere grigia, anzi grigissima, annoiata e conformista che avvolge le nostre contrade. Quella che si finge nostalgica del vernacolo di un tempo, ora recitato alla Lega Navale, che gonfia i pulmann per i pellegrinaggi, sofferente di anoressìa culturale e sociale, patologia del vuoto di valori nel quale è precipitata la convivenza in questo paese, sale della crisi economica e male oscuro di Vieste.
Così l’unica emozione che anima le conversazioni da scambio di saluti in imminente trasloco sotto gli ombrelloni è segnato dal solo rincorrersi di bisbigli del tipo "l’hai visto il filmino? No, ho le foto!", di "ma tu la (li) conosci?" di "dove abitano?". E’ li che come dice la pubblicità di un famoso yogurt ora "c’è la vita dentro!"

Il FARO settimanale


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