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A ROMA “LA MONTAGNA DEL SOLE” NEL VENTENNALE DEL CARPINO FOLK FESTIVAL L’appuntamento, il 17 maggio,

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A Roma "la montagna del sole" nel ventennale del Carpino Folk Festival.

 

 L’appuntamento, il 17 maggio, all’Auditorium Parco della Musica: i suoni e i canti della Puglia Garganica con l’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna – Sala Petrassi ore 18 –
Il Gargano è una delle “isole sonanti” del nostro Paese. Fino a pochi decenni addietro era consuetudine portare serenate che avevano particolari strutture, stili di canto e organici strumentali, e dove l’uso della chitarra battente era peculiare. Oggi l’antico e il moderno, il sacro e il profano dell’isola sonante garganica è "La Montagna del Sole", lo spettacolo originale del Carpino Folk Festival con l’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna e la supervisione scientifica di ‪‎Salvatore Villani‬, voluto e promosso da ‪‎Luciano Castelluccia direttore del festival della musica popolare e delle sue contaminazioni organizzato in Puglia sul Gargano dal 1996.

"La Montagna del Sole" sbarca a Roma nel ventennale del festival garganico della musica popolare e delle sue contaminazioni. Il 17 maggio, infatti, l’Auditorium Parco della Musica sarà la location dello spettacolo presentato in anteprima nell’ultima edizione del Carpino Folk Festival svoltasi lo scorso mese di agosto davanti ad oltre 10mila spettatori.
Lo spettacolo, organizzato dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica e con il sostegno di Puglia Sounds, si propone di perseguire attraverso la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale del Gargano, la bellezza e la vitalità di un territorio unico per le sue espressioni musicali tradizionali, ma al tempo stesso universale per la straordinaria capacità di fascinazione intrinseca nei suoi cantori.
Le liriche e le tarantelle garganiche, ma anche i cunti, i canti religiosi e della passione della Puglia garganica, ispirati ai valori e alla poetica dei suonatori e dei cantatori della tradizione, sotto la direzione scientifica dell’etnomusicologo Salvatore Villani, si alternano in maniera fluida al repertorio popolare italiano dell’Orchestra diretta da Ambrogio Sparagna, le une nelle altre senza interruzioni, in una festa di tammorre e tamburelli, nacchere, chitarre battenti e mandole, archi, organetti, zampogna.
I Cantori di Carpino, le affascinanti voci delle donne di Ischitella, la confraternita di Vico, i suoni di Sannicandro e i canti arbëreshë di Chieuti, la tradizione di San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo e poi le voci di Mattinata e Apricena e altri ancora fanno parte di questo viaggio e costituiscono un significativo esempio di come la musica popolare sia viva e varia e sempre pronta a rimettersi in gioco.

LA MONTAGNA DEL SOLE è:
– Cantori di Carpino con Michele ‘Mike’ Maccarone
– Salvatore Villani da Rignano Garganico
– Concetta Scirtuicchio da San Nicandro Garganico
– Cantori di Mattinata: Luigi Ciliberti e Domenico Guerra
– Roberta Palumbo da Apricena
– Le cantatrici di Ischitella: Vittoria Di Stolfo, Libera Cugnidoro, Raffaella Antonietta Basile, Caterina Candito
– Michele Diurno da Monte Sant’Angelo
– Angela Dell’Aquila da Chieuti
– Cantori di San Giovanni Rotondo: Michele Rinaldi, Antonio Steduto, Francesco Rinaldi, Antonio Urbano
– Piccola orchestra “La montagna del sole” con Mauro Semeraro, Lorenzo Vaira, Sergio Urbano, Bernardo Bisceglia
– Arciconfraternita del SS. Sacramento
– Confraternita dei Cinturati di Sant’Agostino e Santa Monica
– Confraternita della Orazione e della Morte
– Confraternita dei Carmelitani Scalzi
– Confraternita di San Pietro
– Corpo di ballo “La montagna del sole”: Antonio Russo, Salvatore Montesano, Costantina Coco, Concetta D’Andrea, Simona Russo
AMBROGIO SPARAGNA direttore dell’Orchestra Popolare Italiana
“E’ un’emozione unica poter lavorare a questo progetto che vede coinvolti così tanti validi e importanti musicisti della tradizione del Gargano. Questo territorio e la sua straordinaria tradizione, sono stati per me fonte di studio e di ispirazione fin dai miei esordi come ricercatore di etnomusicologia e come musicista.
Erano tempi in cui si favoleggiava su alcuni straordinari interpreti della tradizione attivi nei vari paesi del promontorio e per questa ragione diversi sono stati i viaggi per ascoltare e condividere i momenti di festa, di lavoro, di convivialità.
Ritrovarmi oggi a coordinare e dirigere, insieme a validi studiosi come Salvatore Villani, tanti musicisti e cantori di varie età e di diversa tradizione, è come mettere a frutto la passione per questi repertori che mi ha accompagnato in tutti questi anni.
E io sono qui, insieme a tutti loro e all’Orchestra Popolare Italiana, per omaggiare questo territorio con suoni e voci di una vera nuova festa”.

SALVATORE VILLANI etnomusicologo e direttore scientifico del progetto
“Per secoli, le tradizioni musicali e coreutiche del Gargano sono state tramandate di generazione in generazione, senza subire modifiche sostanziali durante l’occasione-funzione, coinvolgendo gli strati profondi dell’essere umano su differenti piani: antropologico, psicologico, sociale. L’intero ciclo dell’anno è stato scandito da precisi momenti calendariali  di ritualità vissuta, quali  espressioni normative in cui l’intera comunità si riconosceva, sia nella sfera pubblica che in quella privata. L’isolamento storico del Promontorio ha certamente favorito questa conservazione, almeno fino alla seconda metà del Novecento, quando  l’arrivo dei nuovi mezzi di comunicazione di massa – radio e televisione –, l’emigrazione e la meccanizzazione nelle attività agro-silvo-pastorali, hanno segnato la progressiva scomparsa – defunzionalizzazione – di alcuni repertori, quali la serenata, la tarantella, alcuni canti di lavoro e sul lavoro. Le ricerche sul campo, a partire dalla raccolta sonora e fotografica di Alan Lomax e Diego Carpitella del 1954, che documentano la ricchezza del patrimonio etnomusicale garganico, comprendente non soltanto le rinomate varie forme di tarantella, ma un vasto corpus   di canti monodici e canti polivocali sacri e profani – dalle ninne-nanne al lamento funebre –,  con o senza accompagnamento strumentale, hanno fatto sì che questa ‘sapienza’   tramandata oralmente non fosse destinata all’oblio ma venisse degnamente conservata quale eredità culturale per le  future generazioni. Molti dei protagonisti di queste ricerche,  oramai non ci sono più. Nati fra la fine dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento,  hanno lasciato però un segno indelebile nella memoria collettiva. Eppure, nonostante gli anni trascorsi e i profondi cambiamenti avvenuti, esistono forme di espressività popolare che ancor oggi sono praticate, come in passato, e che ci restituiscono quei caratteri performativi tipici di una cultura non ancora omologata.
Queste considerazioni consegnano al Carpino Folk Festival una grande responsabilità: unire agli indispensabili momenti ludici e ricreativi della manifestazione anche momenti di sensibilizzazione ai significati culturali che sono contenuti nelle tradizioni popolari, soprattutto per il tramite del protagonismo attivo degli ultimi testimoni e la condivisione di studi e ricerche”.
Il Carpino Folk Festival è il primo grande festival pugliese (giunge quest’anno alla ventesima edizione) dedicato alla musica tradizionale e alle sue contaminazione che riesce ad attirare sul Gargano ogni anno oltre 60mila spettatori provenienti non solo dal mercato italiano e di prossimità ma da tutt’Europa.

Costo Biglietto 15 Euro
https://www.listicket.com/ticketing/acquisto/acquistoStep1/31773/La-Montagna-del-Sole
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Riduzione Biglietto 20% – 12 euro prenotandosi alla Lista Finisterre info@finisterre.it

Responsabile Comunicazione
Domenico Sergio Antonacci: 393.1753151
domenico.antonacci@carpinofolkfestival.com

Direzione Artistica
Luciano Castelluccia: 338.9160125
direzioneartistica@carpinofolkfestival.com


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