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S. NICANDRO GARGANICO/ SUOLI ESPROPRIATI E NESSUN RISARCIMENTO. IL COMUNE SI OPPONE AL RISARCIMENTO DI 600MILA EURO AVANZATA DAI PROPRIETARI

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Il comune di San Nicandro non pagherà i 600 mila euro richiesti degli eredi della famiglia Brengola per aver occupato abusivamente, ai fini di una lottizzazione, alcuni suoli di loro proprietà tra le località “Boschetto” e “Monachella” negli anni ‘80. Scongiurato un risarcimento importante che avrebbe potuto esporre con facilità l’Ente ad un esborso di denaro pubblico, quando ancora le casse comunali si stanno riprendendo dalla lunga fase di dissesto economico e finanziario.

Lavoro capillare da parte dell’assessore al patrimonio Michele Gaggiano che aveva deliberato, con la giunta comunale, di af­fidare il ricorso a professionisti esperti in

materia e grazie al lavoro dell’avvocato amministrativista Giacinto Lombardi in tandem con la parte tecnica, relazionata dall’architetto ed ex assessore Maria Ritoli, il Consiglio ha accolto il ricorso dell’Ente che chiedeva di poter dar corso alla pro­cedura di esproprio secondo legge, come già contemplato in casi analoghi dalla giu­risprudenza. Pertanto, il Comune dovrà ora procedere con gli espropri, liquidando ai proprietari il valore economico previsto dal procedi­mento che, stando a prime stime, dovrebbe aggirarsi a circa 80mila euro, incluse le spese tecniche. La vicenda risale agli anni ‘80 quando il Comune di San Nicandro Garganico procedeva ad espandere il quartiere

Boschetto, con la lottizzazione dei terreni ad est, sulla sommità della collina verso la località Monachella. Alcuni di questi suoli erano di proprietà degli eredi Brengola (an­tica famiglia di notabili locali) e vennero occupati dal Comune per la realizzazione di strade pubbliche. A quanto pare tale oc­cupazione non era scaturita da ima pro­cedura di esproprio a norma, se è vero che i Brengola, dopo alcuni anni, citarono il Co­mune in giudizio per “avere subito l’il­lecita occupazione dei suoli e l’irreversi­bile occupazione, chiedendo quindi, prima al tribunale di Rodi e poi al Tar Puglia per competenza, di far condannare l’Ente al risarcimento del danno. Ora il Consiglio ha accolto il ricorso dell’Ente.       

A.L.S.


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