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REGIONE/ NUOVO PSR, LA PUGLIA NON SUBIRÀ DANNI”. L’ASSESSORE PENTASSUGLIA: POSSIBILE LA MEDIAZIONE SUI FONDI

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Il Consiglio dei ministri ha rinviato ieri alla prossima riunione la definizione dei criteri di ripartizione dei fondi europei per l’agri­coltura in agenda per il 2021 e per il 2022. Il tema riguarda un fondo di 3,9 miliardi, che salgono a 6,9 con la quota di cofinanziamento: le regole per la divisione delle risorse tra le varie regioni sono state oggetto di una complessa trattativa che visto sul tavolo due visioni differenti, ima sostenuta da 15 regioni nordiste, e una da cinque meridionali più l’Um­bria. Con l’approccio più sensibile alle sirene settentrionali la Puglia potrebbe perdere circa 200 milioni di euro in due anni, ma l’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, è ottimista sulla de­cisione finale: «La Puglia non su­birà danni dai nuovi criteri».

L’esponente dem è stato attivis­simo in questi giorni nel costruire una linea diplomatica di mediazione al fine di ottenere consensi su una controproposta che preservi per il Sud la possibilità di non avere tagli di risorse, essenziali non solo per gli incentivi alle aziende ma anche i ristori dopo le calamità naturali. «La Puglia, insieme a Ca­labria, Campania, Basilicata, Sicilia e Umbria sostiene la tesi che se bisogna rivedere i criteri per la ripartizione delle risorse, la revi­sione deve essere globale – spiega Pentassuglia Ora le regioni del Sud chiedono sul Psr di mantenere il criterio “storico” per i prossimi due anni, ridiscutendo solo dal 2023 i criteri: superficie agricola, pro­duzione lorda vendibile, aree boscate, tipologia di sistemi colturali (intensivi o tradizionali)». «Le re­gioni del Nord – aggiunge – non vogliono questi criteri “storici”, ma avendo fatto grandi investimenti, con infrastrutture differenti, chie­dono un revisione a loro vantaggio. Nello specifico noi proponiamo una mediazione adottando per il primo anno un sistema che preveda una rilevanza solo del 10 per cento dei nuovi criteri, da elevare al 20 nel secondo anno». I nordisti puntano per il secondo anno a una divisione del 70-30. «Ora il ministro dell’Agri­coltura Patuanelli dovrà fare una proposta al consiglio dei ministri, che tenda conto di quanto emerso nella Conferenza dei presidenti del­le Regioni, dove siamo stati relatori io e Carlo Caparmi (assessore al Bilancio della Regione Lombar­dia)», puntualizza Pentassuglia.

Sullo snodo finale l’assessore pu­gliese è realista: «La mediazione è possibile. Nel prossimo Consiglio dei ministri si scioglierà il nodo. Non faremo danni alla Puglia. Non faccio previsioni. La mediazione va avanti». L’ultima battuta: «Non è una questione interpretabile con la dicotomia destra-sinistra, ma resta un tema che riguarda le prospettive future tra settentrione e meridione, con un disequilibrio infrastruttu­rale accertato che si declina in meno porti e snodi per l’export utilizzabili dal mondo agricolo me­ridiano. Siamo nell’alveo della dia­lettica nord-sud», conclude Pentas­suglia.


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